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FRANCESCO JERACE (1853/1937)<<<

POLISTENA- CASA NATALE DI F. JERACE E MONUMENTO ALLO STESSO OPERA DELLO SCULTORE FORTUNATO LONGO

POLISTENA- DUOMO: L'ULTIMA CENA DI F. JERACE

ROMA: IL VITTORIANO-L'AZIONE DI F. JERACE e NOSSIDE- BUSTO IN MARMO (collez.Comune di Reggio Cal.)

FRANCESCO JERACE: VICTA ( NAPOLI MUSEO CIVICO)
POLISTENA
DONATI AL COMUNE ALCUNI “TESORI” DEL MAESTRO FRANCESCO JERACE
Giornata di festa e di cultura per la città, che vede arricchirsi il suo straordinario patrimonio artistico dalla presentazione, dopo essere state restaurate, di diciassette splendide sculture, sedici gessi e una terracotta, di Francesco Jerace, tra i più importanti scultori italiani a cavallo dell'Otto e Novecento, presente con le sue opere in Italia e all'estero. Nato a Polistena nel 1853, Jerace morì a Napoli nel 1937. Provenienti dalla raccolta personale di Jerace, le 17 opere sono state donate al Comune dai nipoti del maestro, Francesco e Giulio Jerace, nel 2002. Il recupero delle opere porta la firma del Gal Aspromar presieduto dall'On. Armando Veneto, il cui progetto di restauro, attuato in collaborazione con il Comune di Polistena, è giunto alla fase finale denominata "La donazione Jerace al Comune di Polistena. Dalla ricerca scientifica al progetto di valorizzazione".
Le diciassette opere restaurate, sono in mostra da ieri nel salone delle feste del palazzo municipale. Successivamente saranno custodite nella biblioteca comunale. Esse consistono in studi in gesso suddivisi in busti, altorilievi, bassorilievi e bozzetti di monumenti, che ritraggono personaggi illustri del tempo. Durante una significativa cerimonia, alla presenza della dott.ssa Maria Teresa Sorrenti della direzione regionale della Sovrintendenza ai beni culturali, è stato presentato il catalogo delle opere, curato dalla prof.ssa Isabella Valente dell'università degli studi di Napoli "Federico II", contenenti studi su Francesco Jerace di Giovanni Russo direttore della biblioteca di Polistena, del dott. Carlo Stefano Salerno dell'Università della Calabria e del prof. Giuseppe Gattuso dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Il sindaco di Polistena Giovanni Laruffa, nell'annunciare che a breve, inizieranno i lavori di restauro della casa natia dello scultore, ha affermato che la "valorizzazione delle opere del Jerace rappresenta una straordinaria opportunità offerta dal Gal Aspromar al Comune di Polistena per mettere in rete, non solo a livello locale ma anche su circuiti nazionali ed internazionali, una risorsa di grande pregio culturale, favorendo in tal modo la possibilità di incrementare il flusso turistico a beneficio non solo dello specifico territorio comunale ma nell'intero circondario". L'arch. Elisabetta Schiava, della direzione tecnica di Aspromar, ha sottolineato che "il progetto di ricerca e studio, di recupero, di restauro e infine di promozione e valorizzazione del nucleo delle 17 sculture di Jerace, è un tassello che fa parte di un Piano di sviluppo locale, strutturato in interventi finalizzati allo sviluppo del turismo rurale, caratteristico dell'identità del territorio, per creare delle condizioni favorevoli alla crescita economica e culturale del territorio". Sulla biografia e le opere del Jerace, e sulla inestimabile importanza della donazione al Comune di Polistena, ha relazionato lo studioso Giovanni Russo. Il dott. Carlo Stefano Salerno e il prof. Giuseppe Gattuso, hanno relazionato sulla tecnica della scultura del Jerace e sul restauro dei gessi donati al Comune. Subito dopo, gli alunni della scuola media Salvemini-Jerace, guidati dalla preside prof.ssa Maria Mallamaci, hanno donato al sindaco, un loro lavoro che riproduce l'opera "Fiorita" di Jerace. Infine, nel salone delle feste, è stata inaugurata la sala espositiva che ospita le 17 sculture.
ATTILIO SERGIO

Inaugurazione sala espositiva- Il sindaco Laruffa e l'arch. Elisabetta
Schiava

da sinistra: Giovanni Russo, Elisabetta Schiava, Giuseppe Gattuso,
Giovanni Laruffa e Carlo Stefano Salerno

Alunni della Scuola Media Salvemini- Jerace con la preside Maria
Mallamaci e il sindaco Laruffa
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Introduzione al catalogo
Le opere di Francesco Jerace, oggetto della nostra attenzione, sono state donate nel 2000 al Comune di Polistena da Francesco e Giulio Jerace, nipoti del maestro. Furono prelevate il giorno 12 novembre 2001 dal deposito napoletano, dove si trovavano già da molti anni.
Vengono qui proposte per la prima volta dopo essere state sottoposte a un intervento di restauro curato dalla ditta CO.R.ART., la stessa che aveva già restaurato le opere di Jerace del Comune di Napoli, provenienti dal medesimo luogo e dunque con problematiche simili.
L'ordine secondo il quale le presentiamo rispecchia il documento allegato all'atto di donazione, da me ordinato e redatto, dopo aver effettuato la scelta dei singoli pezzi e, dove possibile, la loro identificazione, documento che le accompagnò durante il loro trasloco da Napoli a Polistena.
Si tratta di diciassette pezzi, tutti in gesso tranne uno in terracotta, la maschera funebre della scheda n. 13, tutti provenienti dalla personale raccolta del maestro, da lui in origine custodita nella sua casa-studio a Napoli e, dopo la sua scomparsa, dalle figlie Maria Rosa e Nìna e in seguito spostata nel deposito del corso Vittorio Emanuele da dove le opere di Polistena sono state definitivamente prelevate.
Sono perlopiù ritratti di personaggi noti alla loro epoca, ma di cui poi si è persa memoria, modelli utilizzati per opere di committenza privata, civile o di destinazione cimiteriale, oltre a bozzetti di monumenti e partiti decorativi, ancora in via di identificazione data la complessità della ricerca che come tutte quelle del settore prevede sempre tempi lunghi.
Gelosamente conservati dallo scultore insieme con altri numerosi pezzi analoghi che costituiscono i due nuclei della raccolta del Comune di Napoli, e altri ancora che rappresentano il fiore di collezioni private, appartengono oggi al Comune di Polistena, quasi un omaggio dovuto alla memoria del grande maestro della scultura italiana dell'Otto-Novecento, che amò la città natale e la propria terra, la Calabria, nella speranza di vedere la casa natia acquisita, restaurata e trasformata in un polo museale e archivistico-documentario della sua opera, che per giunta potrebbe continuare a incrementarsi nel tempo. Da parte mia, per l'amore che nutro verso la ricerca scientifica, e che ho nutrito sia per Francesco e Vincenzo Jerace, sia per la famiglia che è stata, quella dei Matafora, eredi da parte della figlia Nina, sia per quella che è oggi, i nipoti Giulio e Francesco, tutto quello che ho potuto fare e che ho sentito di fare, l'ho fatto, impegnandomi in una storia lunga e superando ostacoli e cavilli burocratici non di poco conto.
In questa impresa, non voglio dimenticare, però, Giovanni Russo, che ha sempre tenuto fermo l'interesse e la volontà di far pervenire a Polistena una parte dell'opera jeraciana e che si è prodigato affinchè i locali della Biblioteca cittadina potessero ospitarla, oltre ad aver sottoposto all'attenzione dell'Aspromar questo progetto. Tengo, infatti, anche a sottolineare l'impegno di quest'ultima, che ha reso possibile l'operazione di restauro dei gessi e di pubblicazione degli scritti critici.
È proprio per questo motivo, perché la raccolta che oggi si presenta in una degna sede pubblica è il frutto concreto di un lavoro sinergico e di uno sforzo continuativo notevole, che voglio dedicare questo volume, e tutto quello che rappresenta, a Luigi e a Giuseppe Matafora, oltre, ovviamente, a Giulio e a Francesco Jerace, ai quali va anche il nostro sincero ringraziamento.
Isabella Valente
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IL SALONE DELLE FESTE CON LE OPERE DEL JERACE OFFERTE AL COMUNE
Ritratto di fanciulla- altorilievo in gesso-
Ritratto di donna in medaglione inghirlandato
Ritratto d'uomo- testa in gesso
Angelo- bassorilievo in gesso
Angelo su sepolcro, dettaglio
Giuseppe De Nava- testa in gesso- studio per la statua del Monumento a Giuseppe De Nava di Reggio Calabria.
A CURA DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “PolistenAmbiente”
Presentata la ristampa della “Monografia di Polistena” del Rev. Canonico Avv. Pasquale Calcaterra
L’associazione culturale “PolistenAmbiente” ha presentato la ristampa della “Monografia di Polistena” del Rev. Canonico Avv. Pasquale Calcaterra, come doveroso omaggio ad un illustre concittadino che come scrisse lo scultore Francesco Jerace, ricordando la figura del grande amico, “fu uomo che si ribellava per ogni torto fatto a Polistena ed ai polistenesi di valore; che ebbe passione esagerata per tutto quello che era integrità e bellezza della Regione nostra”.
Il volume raccoglie anche alcuni ricordi della figura di Pasquale Calcaterra tratti dall’opuscolo stampato nel 1935 nell’anniversario della morte del sacerdote, avvenuta nel 1934, che consentono una migliore conoscenza del prete avvocato, che fu anche consigliere comunale e presidente del consiglio d’amministratore dell’ospedale. “Questa nostra iniziativa –ha sottolineato il prof. Giuseppe Panato dell’associazione PolistenAmbiente- vuole essere un piccolo atto di riconoscenza per coloro che hanno saputo lasciare una traccia di civiltà e progresso nella nostra storia. Proponiamo questa iniziativa con l’auspicio che la nostra terra, con i suoi valori e le sue tradizioni, esprima sempre uomini liberi e di ingegno affinché Polistena continui ad essere sempre illuminata dalla luce che solo civiltà, cultura ed arte possono dare”. La pubblicazione dell’opera è dovuta alla disponibilità della famiglia Calcaterra, presente alla manifestazione con i pronipoti del Canonico, Pasquale, Maurizio e Carlo. Quest’ultimo ha ricordato la profonda cultura e sensibilità di uomo e sacerdote esemplare di Pasquale Calcaterra, scrittore, pensatore, difensore strenuo degli interessi di Polistena, dal carattere forte, esempio di operosità e rettitudine, che unì l’amore più sublime per l’Italia, il paese nativo e la famiglia. L’assessore dott. Piero Cullari, ha definito la presentazione della monografia una ulteriore tappa del percorso letterario indispensabile per valorizzare le nostre tradizioni e per fare cultura. Lo storico Giovanni Russo, soffermandosi sull’opera di Pasquale Calcaterra, ha definito la sua monografia “un atto di amore nei confronti dell’amata Polistena; uno scrigno, scorrevole nella forma, ricco di contenuti che permettono un’attenta ricostruzione della storia della città”.
ATTILIO SERGIO
Il Can. Pasquale Calacaterra in un disegno di F. Jerace
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