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POLISTENA
VISITA DI DON LUIGI CIOTTI AL CENTRO AZIENDALE DELLA COOP.”VALLE DEL MARRO-LIBERA TERRA”
Gioia nel vedere andare avanti a Polistena i lavori del centro aziendale della coop "Valle del Marro-Libera Terra"; commozione nell'abbracciare sui campi confiscati i tre migranti rimasti feriti negli scontri di Rosarno; speranza nel cambiamento dialogando con i ragazzi toscani impegnati nei campi di lavoro. Questi i sentimenti provati da don Luigi Ciotti, presidente di "Libera", durante l'intensa giornata vissuta ieri nella Piana. E' giunto sotto scorta alle ore 10,15 nel centro aziendale della "Valle del Marro", accolto da don Pino Demasi, referente di Libera, Domenico Fazzari(vicepresidente della coop) ed Antonio Napoli(responsabile della formazione). Visitando il centro ha affermato: "Qui c'è una cooperativa che si allarga grazie ad un lavoro di squadra, un lavoro vivo dove si salda il bello e il bene. Il bello rappresentato dalla qualità dei prodotti di una terra meravigliosa. Il bene rappresentato dal senso della coop che deve dare vita e speranza alla gente, come sta facendo dando lavoro a 3 immigrati rimasti feriti a Rosarno. E' bello vedere che pubblico, privato, associazioni, istituzioni e chiesa lavorano insieme". La seconda tappa della visita di don Luigi è stato il palazzo confiscato del quartiere Catena dove è già attivo il centro di aggregazione giovanile gestito dalla parrocchia di don Pino Demasi.
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DON CIOTTI CON I RAGAZZI TOSCANI | Visitando i 5 piani dello stabile è venuto a conoscenza del progetto di farlo diventare un Centro laboratoriale di formazione civica e linguistica per immigrati e giovani, fornito di ostello, mensa e ambulatori medici. Da Polistena, don Luigi Ciotti ha raggiunto Ponetevecchio di Gioia Tauro dove sui campi confiscati ha incontrato l'agronomo Giacomo Zappia, presidente della coop "Valle del Marro" e gli altri soci intenti a lavorare sotto il sole. In mezzo ai campi, don Luigi ha abbracciato uno per uno tutti i lavoratori e si è commosso nel vedere intenti a lavorare i 3 ragazzi di colore feriti negli scontri di Rosarno. Ha quindi voluto conoscere tutti i ragazzi toscani impegnati in uno dei tanti campi di lavoro e di studio estivi promossi da Libera. Don Luigi parlando delle cooperative sociali di "Libera", ha sottolineato 3 elementi fondamentali: la determinazione dei giovani ad andare avanti senza arrendersi; la collaborazione della gente che ha iniziato a fare la propria parte; l'apprezzamento per i rapporti con le Istituzioni. Ha espresso poi un giudizio positivo sull'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, e ha sostenuto che è fondamentale la voglia di ascolto e la concretezza della politica. "Libera", ha assicurato don Ciotti, continuerà ad essere punto di riferimento nella formazione e nella crescita. Ben vengano i volontari dei campi estivi antimafia, ma le cooperative devono volare da sole nella libertà, attraverso la qualità dei prodotti, la professionalità, la creatività e la fantasia dei giovani soci. Prima di raggiungere Palmi, dove si è recato nell'azienda del testimone di giustizia Gaetano Saffioti, don Luigi ci ha raccontato che giorni fa, in un carcere, ha chiesto di incontrarlo un vecchio boss della 'ndrangheta reggina per dirgli che è disposto ad indicare tanti altri ettari di terreni di sua proprietà, ma non intestati a lui, in quanto sugli appezzamenti di terra che gli erano stati confiscati, grazie a Libera, stanno lavorando giovani calabresi. Don Luigi nell'invitare il detenuto ad indicare il tutto al magistrato, ha commentato che anche questi sono segni di un cambiamento. "Il lavoro dei nostri ragazzi e la qualità dei loro prodotti -ha detto- sono dei segni che hanno "colpito" anche i mafiosi". Nel pomeriggio, don Luigi Ciotti, insieme a don Pino Demasi, hanno ricevuto l'abbraccio da parte di quella vera e propria palestra della legalità che è da 22 anni l'Estate Ragazzi promossa dall'associazione "Il Samaritano".
ATTILIO SERGIO
POLISTENA
I 90 ANNI DELLA SOCIETA’ MUTUO SOCCORSO “FEDE E LAVORO”
La società di Mutuo Soccorso "Fede e Lavoro" di Polistena ha compiuto 90 anni. È stata fondata, infatti, il 16 maggio 1920 da un gruppo di cittadini guidati dall'arciprete dell'epoca Mons. Luigi Guido. Per ricordare l'evento, il sodalizio ha organizzato una cerimonia che si è svolta nella sede della società, in via Conte Milano. Vi hanno preso parte, assieme ai moltissimi soci su cui può contare la "Fede e Lavoro", il sindaco Michele Tripodi e il presidente del consiglio comunale Laura Scali. Nel suo indirizzo di saluto, il primo cittadino ha incoraggiato gli appartenenti al sodalizio ad essere sempre un punto di riferimento per la città. Il presidente del civico consesso, Pietro Greco, nel porgere il saluto alle autorità presenti, si è soffermato a sottolineare il ruolo importante che la "Mutuo Soccorso" svolge a Polistena da 90 anni. Infatti la società opera nel campo dell'assistenza sanitaria, del soccorso, della mutualità. Inoltre promuove forme di aggregazione sociale, organizzando gite culturali e pellegrinaggi. Greco, riconfermato nell'incarico per il triennio 2010-2012, ha esortato i soci a raggiungere nuove mete nel campo della solidarietà, mentre il vice presidente Francesco Trimarchi ha ringraziato gli appartenenti alla Società di Mutuo Soccorso per il lavoro umanitario che compiono ogni giorno. Nel corso della cerimonia, sono stati consegnati i premi "fedeltà" ad Attilio Calopresti (51 anni d'iscrizione), Rosario Calopresti (48 anni d'iscrizione), Giuseppe Cosoleto, Giuseppe Ientile, Gaetano Politanò, Giuseppe Riolo e Antonio Versace, tutti con 37 anni d'iscrizione, Vincenzo Calopresti (36 anni d'iscrizione).
ATTILIO SERGIO

SVOLTASI A POLISTENA LA 3^ EDIZIONE DELLA “GIORNATA DELLA SCUOLA APERTA” ORGANIZZATA DALL’ITIS “CONTE M.M. MILANO”
Un annullo filatelico speciale di forma ovale dedicato da Poste Italiane all'avvenimento: la terza edizione della "Giornata della scuola aperta", nel corso della quale sono stati consegnati i premi "Conte M.M. Milano", riproducenti l'antico tallero, moneta del 1723 della Casata dei Milano. I premi sono andati: per l'impegno antimafia al giudice Carlo Alberto Indellicati; per la solidarietà a Mamma Africa, l'83enne rosarnese Dorina Ventre; per il giornalismo a Eduardo Lamberti Castronuovo; per la passione e la competenza messe al servizio di uno straordinario percorso di rieducazione e reinserimento dei giovani detenuti dell'Istituto "Luigi Daga" di Laureana di Borrello al comandante della polizia penitenziaria Giuseppe Cusato; per la carriera all'ex allieva Ines Germanò, prima donna iscrittasi e diplomatasi all'Itis cittadino. Ha fatto da cornice il concerto "Sud" del cantautore calabrese Nino Forestieri che nel corso dell'esibizione si è confrontato sui temi richiamati dalle sue canzoni con don Pino Demasi (referente di Libera) e con Castronuovo.
Questi i momenti più significativi che per l'intera giornata di ieri hanno caratterizzato la terza edizione della "Giornata della scuola aperta" promossa dall'Itis "Conte M.M. Milano" guidato dal preside Franco Mileto, col patrocinio di Comune, Provincia e Regione, e in collaborazione con la Pro Loco e la Società mutuo soccorso "Fede e Lavoro".
L'Itis, che aderisce all'associazione Libera, si è rivelato ancora una volta luogo di incontro e aggregazione, un laboratorio aperto sul territorio, con l'obiettivo di puntare su una rete educativa da coltivare aiutando gli studenti a crescere nella legalità, ad inserirsi nel mondo del lavoro ripudiando il malaffare. Il prof. Mileto ha sottolineato come la scuola, esempio di offerta formativa all'avanguardia, si apra ancora una volta al territorio, accogliendo i familiari degli allievi e la cittadinanza, esponendo lavori frutto dell'impegno che l'Itis di Polistena mette nel campo dell'innovazione, della promozione della legalità, dell'attenzione verso le tradizioni locali, dell'avviamento alla professione di tecnici e periti.
Il sindaco Michele Tripodi ha sottolineato che l'Itis è «una scuola trasparente, che si apre alla gente e al territorio, in sintonia con la nuova Amministrazione comunale, nell'affermazione della legalità. Don Pino Demasi, referente di Libera e vicario generale della Diocesi, ha rimarcato che l'Itis è una scuola che sta lavorando molto nel campo dell'educazione alla legalità aiutando i ragazzi a cambiare la mentalità per scegliere da che parte stare, lavorando nel campo della prevenzione e della cultura, coltivando un sogno: vedere un giorno il nostro territorio libero dalle mafie grazie all'unità nella lotta.
Il giudice Indellicati si è detto colpito positivamente dai progetti di una scuola che agevola realmente l'inserimento degli studenti nel mondo del lavoro, puntando sulla professionalità, sulla qualità, sulla passione, sul cuore, valori dei quali la Calabria è ricca. Dorina Ventre, che da 20 anni dà da mangiare e aiuta i migrantes a Rosarno, ha affermato che lei fa solo il suo dovere di cattolica cristiana, seguendo il Vangelo.
Nel corso della giornata sono stati esposti lavori nati dalla creatività dei ragazzi dell'Itis, di Polistena, dei comprensivi di Giffone, Anoia, Maropati, e del to magistrale Rechichi, mentre un gruppo di soci della Fede e Lavoro hanno realizzato una serie di presepi. Tra gli ospiti tre giovani migranti rimasti feriti durante la rivolta di Rosarno, che hanno frequentato un corso di italiano presso l'Itis. Per la prima volta, i ragazzi dell'istituto a custodia attenuata "Luigi Daga" di Laurena di Borrello, hanno portato nelle i loro lavori frutto delle attività svolte nei laboratori del legno e del ferro e nell'azienda floro-vivaistica.
ATTILIO SERGIO
AL CONCORSO INTERNAZIONALE “FLICORNO D’ORO” DI RIVA DEL GARDA
AFFERMAZIONE DELLA “CONCERT BAND” DI MELICUCCO
Nuova prestigiosa affermazione internazionale per la Concert Band di Melicucco, diretta dai maestri Maurizio Managò e Gaetano Pisano.
L'ormai pluripremiata formazione musicale, dopo i successi riportati ai concorsi di Lamezia e Bertiolo, è stata protagonista di primo piano al concorso "Flicorno d'oro", svoltosi a Riva del Garda, dove ha rappresentato l'Italia, e dove si è esibita assieme ad altri otto gruppi europei provenienti da Germania, Austria, Ungheria, Svizzera e Finlandia.
I ragazzi della Concert Band di Melicucco hanno partecipato al concorso di seconda categoria eseguendo il brano "Appalachian Overture" di James Barnes e il brano "Excalibur" di Marco Tamanini.
L'impeccabile esecuzione dei giovani musicisti, accompagnata dalla strepitosa direzione di Maurizio Managò per il primo brano e Gaetano Pisano per il secondo, hanno consentito alla Concert Band di Melicucco di centrare un prestigioso secondo posto, con un voto di 88,33/100, assegnatogli da una giuria composta dai più grandi esponenti dell'ambito bandistico europeo quali André Waignein, Angelo De Paola, Alain Crepin e Gottfried Veit.
Non è la prima volta che la giovane formazione di Melicucco viene premiata a livello internazionale. Il riconoscimento di Riva del Garda perciò non sorprende più di tanto in quanto rappresenta la riprova, qualora ce ne fosse bisogno, dell'alto livello di maturità concertistica raggiunto sia dai singoli componenti del gruppo e sia dall'intera formazione per ciò che riguarda l'intesa d'assieme.
ATTILIO SERGIO

ORGANIZZATA DALL’ISTITUTO “RENDA” DI POLISTENA
SVOLTASI CON SUCCESSO LA PRIMA GARA INTERNAZIONALE DELLA RISTORAZIONE
Inserita nel programma nazionale di valorizzazione delle eccellenze del ministero dell'Istruzione, la prima gara internazionale della ristorazione, all'interno dell'expo internazionale scuola-lavoro organizzata dall'istituto "Renda" di Polistena, è stata un successo, sia per le presenze che per i contenuti. Veri protagonisti sono stati la qualità e il merito degli studenti, provenienti da 13 scuole sparse nell'intero territorio nazionale. Addirittura, grazie a un protocollo d'intesa tra il "Renda" e il Park Hotel Uliveto Principessa, per un'intera giornata, la struttura è stata gestita dagli alunni e dai docenti dell'istituto professionale e della ristorazione di Polistena. Oltre ad espositori provenienti dalla Francia, dalla Polonia, dalla Spagna e dall'intero territorio nazionale, l'Expo "scuola-lavoro", alla presenza di Jorge Felix, noto imprenditore del cacao dell'Ecuador, ha permesso di iniziare un percorso di scambio culturale e sociale con l'università di Calceta (Ecuador).
L'evento, i cui lavori sono stati coordinati e moderati dal prof. Vincenzo Malacrinò, ha ricevuto l'elogio del Capo dello Stato, mentre i sottosegretari Vincenzo Scotti e Giuseppe Pizza, hanno inviato un telegramma di apprezzamento. La gara, svoltasi sotto la supervisione dei rappresentanti regionali, guidati da Giuseppe Sgrò, dell'associazione professionale cuochi italiani, e di Vittorio Caminiti, presidente di Federalberghi Calabria, ha visto trionfare l'Ipsar di Villa San Giovanni. Al secondo posto gli studenti del "Renda" di Polistena, al terzo il "Moncada" di Lentini.
Il dirigente scolastico del Renda, Pasqualina Maria Zaccheria, ha definito l'iniziativa un progetto ambizioso «per far rete» in modo da investire nel capitale umano, gettando le basi per creare sinergia tra il mondo della scuola e mondo del lavoro, proiettando l'offerta formativa in direzione del mercato del lavoro, mettendo al centro le capacità e le competenze degli studenti. Il vicesindaco di Polistena Claudio Roselli, ha sottolineato che il "Renda" è un buon esempio di una Calabria che vuol crescere attraverso la formazione degli studenti e l'avvio al mondo del lavoro. Giuseppe Mirarchi, vicedirettore generale dell'Ufficio scolastico regionale, ha definito la manifestazione una possibilità concreta di crescita del territorio e dei ragazzi.
Rossella Mengucci, dirigente del Miur, ha affermato che l'evento è servito per investire sul futuro dei giovani, considerando la scuola una risorsa per il rilancio dell'enogastronomia e dell'ospitalità ricettiva, promuovendo cultura d'impresa. Il prof. Santo Marcello Zimbone, preside della Facoltà di Agraria, ha rimarcato che occorre puntare sulla capacità di marketing dei prodotti del settore alimentare. E Don Pino Demasi, vicario generale della Diocesi, ha chiesto ai ragazzi, che di fronte all'illegalità diffusa, alla paura e alla rassegnazione, di scegliere di rimanere in Calabria da protagonisti del cambiamento, rispettando le regole e le persone. Infine, l'assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi, ha definito l'iniziativa importante per lo sviluppo del territorio. Alla manifestazione hanno preso parte sindaci, il neo sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Alberto Sarra, il consigliere regionale Giovanni Nocera, il presidente del Lionsm Ettore Tigani. Al termine della prima gara internazionale della ristorazione, gli studenti del "Renda" sotto la sapiente regia dei loro docenti, si sono superati nel preparare e servire un ricco menù.
ATTILIO SERGIO
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SARANNO RESTAURATI GLI AFFRESCHI CHE COPRIVANO LA CRIPTA DI SAN FANTINO SUL TERRAZZO DI TAUREANA
Il restauro dei significativi frammenti della decorazione ad affresco che, probabilmente, ricopriva l'intera cripta di San Fantino sul terrazzo di Taureana, è stato al centro dell'importante decisione che un'apposita commissione, nominata dal direttore dell'Ufficio Tecnico di Palmi, ing. De Luca, ha assunto in seguito ad un bando che era stato pubblicato dal Comune di Palmi per la ricerca di imprese specializzate in questa difficile e delicata azione conservativa e di restauro. Un'operazione che prevede lavori per un importo di 15.000 euro, da avviare entro il mese di dicembre.
Nei giorni scorsi, infatti la commissione formata da Ing. Stefano De Luca, Dirigente U.T. - Presidente, Geom. Franceso Riotto, Responsabile del Procedimento e dai componenti; dottoressa Cristina Schiavone, Funzionario Direzione Regionale Beni Culturali, restauratrice; gli esperti Prof. Daniele Castrizio, e architetto Nuccio Venoso; verbalizzante Domenico Bagalà dell'Ufficio del Dirigente. La scelta è stata operata tra le sei imprese che hanno presentato manifestazione d'interesse per l'esecuzione del restauro, accogliendo quella presentata da Eleonora Leprini e Pilar Grazioli di Roma, in base ai requisiti che sono stati esposti nel curriculum e che riguardano precedenti esperienze operative e di studio specifiche nel settore d'intervento. La commissione aveva anche proceduto ad un sopralluogo nella cripta unitamente all'assessore comunale alla cultura Nunzio Lacquaniti.
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LA COMMISSIONE NELLA CRIPTA DI SAN FANTINO | La decisione della commissione è stata pubblicata nei giorni scorsi sul sito internet del comune di Palmi, per cui si attende adesso la risposta da aperte dell'impresa interessata per procedere all'assegnazione.
Il progetto di recupero assume particolare importanza per la rarità delle pitture dell'epoca a cui risale la cripta di San Fantino, pitture che hanno resistito alle condizioni particolari del locale sotterraneo per la presenza di una falda acquifera oltre che i danni provocati dall'azione del tempo.
In particolare nel corso dei numerosi interventi di ricerca effettuati da studiosi di varie università e dalla Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria, sono state individuate tracce di immagini di tre Santi vescovi, che s'intravedono sulle pareti laterali dei pilastri che delimitano una delle quattro nicchie aperte nella parete sud: sulla parete est, è stato invece individuato per la didascalia dipinta S. Giovanni Crisostomo; altre due figure in abiti episcopali, interpretate come S. Basilio e S. Gregorio, appaiono sul fondo della nicchia e nella parete ovest. In diverse parti dell'ambiente sono state individuate zone affrescate con vari motivi ornamentali.
Inoltre il recente distacco di alcune incrostazioni hanno portato alla scoperta di uno strato dipinto miracolosamente salvato grazie al fatto di essere stato coperto con successivi intonaci. Già il prof. Luigi Lacquaniti che aveva effettuato le prime ricerche per conto della Soprintendenza di Reggio Calabria nel 1952, aveva riferito della presenza di affreschi policromi, parzialmente asportati. Altri aspetti particolarmente importanti sono rappresentati da ulteriori presenze di zone policrome che rispondono a caratteristiche proprie delle decorazioni bizantine per alcuni versi estremamente rare in Italia. Infine vi è la figura di un Santo non meglio identificato .
Si attende adesso la risposta da parte dell'impresa prescelta per procedere ai successivi adempimenti che potrebbero entro l'anno avviare questa importante opera di restauro che contribuirà ad accrescere il valore artistico di un monumento con elementi artistici di grande valore per l'arte bizantina nel sud d'Italia.
GIUSEPPE MAZZU’
MIMMO MUIA’ UN ARTISTA DEL FERRO BATTUTO A POLISTENA 
di Giovanni Russo
L’artigianato del ferro battuto, diffuso in Calabria sin da epoche alquanto antiche, è una delle componenti caratteristiche di Polistena, cittadina che, sia prima che dopo il 5 febbraio del 1783, epoca di un terribile terremoto che rase al suolo tutti gli edifici pubblici e privati, ha fatto dell’arte e dell’artigianato la sua ragione di esistere.
Non va dimenticato l’apporto degli artigiani di Serra San Bruno accorsi nella Piana per sopperire alle maestranze che il terremoto aveva decimato. Tra i forgiari serresi della ricostruzione, vogliamo qui ricordare, particolarmente: Vincenzo Apa e Biagio Giancotta.
Testimonianze artigianali antiche ed attuali, a Polistena, dove permane viva la tradizione dei maestri forgiatori e della lavorazione del ferro a sbalzo (si intendono ricordare qui famiglie polistenesi che, per generazioni e generazioni, hanno svolto con dignità ed alta professionalità questo lavoro: Pace, Rao, Longo, Deleo, Giancotta. Va ricordata anche la famiglia Macedonio che si trasferì nella vicina Melicucco), sono riscontrabili ovunque, in edifici pubblici, facciate di molti palazzi nobiliari, case private ed in più chiese.
Accanto alle attività principali di produzione del ferro battuto, o di oggetti di uso quotidiano, si possono ammirare gli innumerevoli lavori, di gusto barocco, neoclassico e liberty, realizzati nelle botteghe della città: inferriate, lampioni, borchie, cancellate, scale, balaustre, cesellature, manufatti con figure umane o di animali, candelieri, testate di letti, grate, decorazioni varie o le creazioni dal filone artistico con esiti originali, come la produzione di pinze per le ostie o l’artistico pergamo della Chiesa della SS. Trinità, opera, quest’ultima, di Francesco Tripodi del 1885.
Mimmo Muià, , nipote d’arte per parte del nonno Domenico Muià, diventato fabbro grazie al suo amore per il ferro, materiale tra i più belli e, nel contempo malleabili, che si presta alla creazione di un’infinità di oggetti, ha iniziato, da bambino, a frequentare la bottega di Peppe Longo fu Francesco, un vero figlio di uno dei fabbri di vecchio stampo che fucinavano a mano col mantice.
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Quello di Mimmo fu un lungo apprendistato fatto di sacrifici e di caparbietà nel rubare il mestiere, con gli occhi e col sudore, in momenti alquanto difficili per la sua numerosa famiglia da cui proveniva. Oggi, Mimmo Muià, può essere considerato un maestro artigiano che, ancora, si serve di incudine, martello, forgia ed attrezzature tradizionali per realizzare le sue raffinate creazioni: candelieri, lampade, balaustre, letti, scale, cancelli, porte, fiori, portafiori, figure umane, suppellettili sacre, piccoli gruppi statuari, ma anche prodotti la cui semplicità e sobrietà, non scevre da eleganza, ben si adattano ad un mercato più accessibile. Egli crea prima nella sua mente i modelli con i relativi dettagli e li poi forgia, trasferendo in essi tutta la forza della sua passione, riuscendo bene a coniugare gli oggetti, sia al gusto ed a qualche messaggio del passato che alle istanze più attuali. I suoi lavori d’arte sono forgiati e assemblati con l’antica tecnica della ribattitura a caldo e della fascettatura. I metodi artigianali usati nella lavorazione consentono varie personalizzazioni sia nelle forme, che nelle dimensioni e nelle finiture.

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MIMMO MUIA’ ALLA “MOSTRA FABBRILE” di Zafferana Etnea(CT)
di Giovanni Russo
Domenico Muià, giovane fabbro di Polistena (RC), che fu allievo del maestro e compaesano Peppe Longo, entrambi eredi di una tradizione artigianale di indiscusso valore, ha partecipato, alla mostra fabbrile, organizzata nell’ambito della 6^ edizione dell’”Ottobrata” di Zafferana Etnea (CT), ridente cittadina di circa 7000 abitanti, situata a ridosso dell’Etna.
La manifestazione, promossa dall’encomiabile Comitato Organizzatore, con il patrocinio della Regione Siciliana, della Provincia di Catania e dal Parco dell’Etna, quest’anno, ha raggiunto i quasi 250 espositori divisi per settore : artigianale, artistico, turistico e gastronomico.
In tutte le domeniche di Ottobre, infatti, in tre grandi piazze della cittadina, in eleganti stands di legno, artigiani, operatori turistici e aziende varie danno vita ad una imponente esposizione dei loro migliori prodotti. Non mancano gli spettacoli musicali, l’animazione, le sfilate di moda, i balletti ecc.
A fruirne è una enorme folla di persone che giungono da tutte le parti (si calcolano oltre 40.000 persone in ogni domenica) .
L’Ottobrata, quest’anno, nella sezione artigianale, coordinata con competenza dall’industriale Giuseppe Privitera, ha ospitato una ben selezionata mostra di opere in ferro battuto, cui ha partecipato il fior fior delle maestranze, non solo siciliane, ma anche provenienti da diverse regioni italiane : Alfio Fichera, Giuseppe Agosta, Giuseppe Cucuccio, Pasquale Di Stefano, La Spina, Vito Gentile, Mimmo Muià ed altri che hanno dato vita ad una rassegna di opere, rigorosamente in ferro battuto e di enorme valore artigianale. Gli espositori di questa sezione, generalmente presenti alle varie mostre fabbrili quali quelle di Stia, Limena, Veroli, Pozzo Novo, ecc. hanno messo in evidenza : letti, tavoli, sedie, tavoli da salotto, rami con fiori, frutta, animali vari, candelabri, lumi, lampadari, crocifissi, oltre a delle vere e proprie sculture a grandezza più che naturale (quali il Cristo alla colonna e Padre Pio di Alfio Fichera). Alla mostra, hanno partecipato, inoltre, altri due maestri di indubbio valore internazionale : Lino Gialain, fabbro e scultore conosciutissimo che era accompagnato dal suo Sindaco di Pozzo Novo, Dr. Mario Tognin, organizzatore della ormai nota mostra di arte fabbrile, giunta alla 3^ edizione, e Vincenzo Capozza di Putignano.
A tutti è stata consegnata un’artistica targa in argento.
La mostra di Zafferana Etnea ha presentato forme dell’arte fabbrile in tutta la sua ricchezza di idee e di prodotti che vanno considerati come esposizione significativa dell’artigianato di categoria, presentata nel suo assieme e nei suoi dettagli, in ogni più classica o moderna espressione, in ogni singola manifestazione, perché venissero illustrate nella loro vera realtà, non solo le potenzialità di quest’arte, ma anche le effettive realizzazioni.
Le odierne produzioni presentate sono funzione diretta di una tale tradizione, di cui ne costituiscono la spontanea derivazione e la naturale continuità.
La mostra ha voluto indicare che ancora oggi resta l’eredità delle antiche tradizioni ed ha lo scopo di destarne l’interesse.
Plaudiamo, quindi, con compiacimento, all’iniziativa di Zafferana perché, attraverso l’esposizione messa in atto, ci ha fatto conoscere ed amare un’arte che ha radici antichissime, ma ci ha dato anche l’opportunità di intraprendere rapporti di cordialità con gli artigiani, gente laboriosa e sana, che non si arrendono di fronte agli sforzi anelanti al recupero ed alla rinascita del loro antico mestiere.
Al nostro giovane Muià, apprezzato dai maestri su citati, tanto da essere stato invitato al “1° Raduno dei fabbri d’Italia”, che si è tenuto dal 10 al 12 Novembre 2000 nel Comune di Santa Maria di Licodia (CT), organizzato dalla locale Pro Loco. A tutti i maestri fabbri partecipanti, dal Presidente della Pro Loco venne consegneta l’incudine d’argento. Non ci resta che augurare al nostro giovane fabbro un proficuo prosieguo della sua carriera artistica, sulla scia dei vari Pace, Longo, De Leo, Rao e tantissimi altri che, a Polistena, hanno lasciato il segno indelebile della loro antica arte.

dal sito www.polistenaonline.it
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