ATTUALITA'

 

 

 

 

I VINCITORI DEL PREMIO PALMI 2010- XVI EDIZIONE


     

XVI EDIZIONE

 

 

per

la narrativa

la saggistica

la poesia

il giornalismo

e per la

sezione internazionale

?I Sud del Mondo?

 

***

 

LA GIURIA

 

Walter Pedullà- Presidente

Pier Francesco Borgia

Corrado Calabrò

Rocco Familiari

Luigi Lombardi Satriani

Michele Mari

Raffaele Nigro

Santino Salerno

 

***

 

VINCITORI

 

Sezione Narrativa ?Leonida Repaci?

CARMINE ABATE"VIVERE PER ADDIZIONE E ALTRI VIAGGI"

(MONDADORI)

 

Sezione Saggistica ?Antonio Altomonte?

MELANIA MAZZUCCO "JACOPO TINTORETTO"

(RIZZOLI) 

 

Sezione Poesia ?Ermelinda Oliva?

FRANCESCO SERRAO "LUNGO IL MAR TIRRENO"

(LARUFFA)

 

Sezione Giornalismo ?Domenico Zappone?

GIANNI RIOTTA

 

Sezione Internazionale ?I Sud del Mondo?

PIERO GUCCIONE

 

 

L' ATTRICE VANESSA GRAVINA AL PREMIO PALMI 2010

 

 

 

 

SVOLTASI LA XVI EDIZIONE DEL PREMIO PALMI

 

 

Nella cornice di una serata speciale, con un pubblico attento delle occasioni importanti e desideroso di non perdere neanche le sfumature dell'evento culturale che da sedici anni puntualmente ha segnato un momento magico non solo per Palmi ma per la Calabria, si è tenuta la premiazione dei vincitori della XVI edizione del Premio Palmi, organizzato dall'Assessorato Comunale alla Cultura e P.I. La palma d'oro è stata assegnata per la sezione narrativa "Leonida Repaci" allo scrittore di origine arberesh Carmine Abate, Vivere per addizione e altri viaggi, Mondadori; per la sezione saggistica intestata a Antonio Altomonte alla scrittrice romana Melania Mazzucco, Jacomo Tintoretto e i suoi figli, Rizzoli; per la sezione Giornalismo al direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta; per la sezione poesia intestata a Ermelinda Oliva : al poeta palmese Francesco Serrao, Lungo il mar Tirreno, Laruffa; per i Sud del mondo: al pittore Piero Guccione.

Ma si è percepito subito che questa edizione del premio rappresentava un momento particolare rispetto al suo lungo percorso allorquando la conduttrice, l'attrice Vanessa Gravina, sempre impeccabile e puntuale dall'inizio alla fine, che ha dato un'impronta di alto spessore e professionalità alla serata, ha invitato il sindaco della città Ennio Gaudio.

Il primo cittadino portato il saluto dell'intera città, ha ringraziato il folto pubblico presente e soprattutto la giuria che «in tutti questi anni ha tenuto alto il prestigio della manifestazione che si è imposta nel panorama dei premi italiani per il suo valore», poi ha annunciato importanti novità per il futuro già decise da una delibera del consiglio comunale. «Dopo sedici anni è necessario procedere a delle modifiche anche per adeguare l'evento ai tempi ? ha detto Gaudio ?. Avevamo già inserito delle novità ma dal prossimo anno contiamo di affiancare alla giuria tecnica una giuria di 100 cittadini che abbiano un ruolo importante nella designazione dei vincitori».

Poi la serata ha preso il suo via con l'intervento del presidente della giuria Walter Pedullà, indiscusso protagonista da sedici anni assieme agli altri componenti: Santino Salerno (segretario), Raffaele Nigro, Rocco Familiari, Pier Francesco Borgia, e Michele Mari, con Corrado Calabrò assente per motivi istituzionali. Pedullà ha, da una parte, fornito le chiavi di lettura dei criteri di scelta improntati alla massima trasparenza; e, dall'altra, con un tocco di fine ironia, ha delineato un profilo dei premi letterari che si tengono in Italia, percorrendo quello che a molti appare ormai un rito ma facendo risaltare come il vero significato siano le ricadute che toccano settori economici legati alla produzione, all'editoria, ai librai, agli stessi lettori ed autori ma soprattutto alla cultura favorendo l'avvicinamento alla lettura.

Ha infine messo in evidenza il tratto comune che unisce il gruppo dei premiati, tutti partiti dal sud ma che hanno conquistato anche il nord, nei vari campi di attività in cui si sono affermati..

Poi con la sapiente regia di Vanessa Gravina la serata, inframezzata dalle magistrali letture di brani significativi delle opere premiate dell'attore Edoardo Siravo che, con la sua magica voce, ha conquistato il pubblico e la lettura dei profili e delle motivazioni dei premiati. La palma d'argento, simbolo dell'arte e della città creato dall'orafo palmese Giancarlo Magazzù. È stata consegnata dal sindaco Ennio Gaudio al pittore Piero Guccione; Per il giornalismo, il direttore Gianni Riotta ha ricevuto il premio dalle mani del vice presidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò e dall'assessore comunale alla Cultura Nunzio Lacquaniti; a consegnare il premio a Melania Mazzucco è stato il presidente della Fondazione Padula, Giuseppe Cristofaro. Carmine Abbate è stato premiato da Armando Pagliaro responsabile regionale del settore Cultura in rappresentanza dell'assessore Caligiuri e da Giacinto Marra presidente della fondazione Rubettino. A Francesco Serrao, poeta di origini palmesi e protagonista della vita letteraria della Capitale la palma d'argento è stata consegnata dall'avvocato Armando Veneto e dal presidente Walter Pedullà. Alla riuscita della complessa organizzazione curata dall'assessore Nunzio Lacquaniti, hanno contribuito la responsabile comunale del settore cultura Maria Rosa Garipoli con lo staff della Casa della Cultura.

 

                                                                         GIUSEPPE MAZZU?

 

 

 

 


 

 

INCONTRO TRA IL SOPRINTENDENTE AI BENI STORICI DELLA CALABRIA DE CHIRICO E L?ASSESSORE ALLA CULTURA LACQUANITI

 

CASA DELLA CULTURA, TESORI DA VALORIZZARE

 

 

Il soprintendente ai Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Calabria, Fabio De Chirico, ha visitato la Casa della Cultura e i suoi musei su invito dell'assessore comunale alla Cultura, Nunzio Lacquaniti. Nel corso della visita l'ospite ha potuto constatare la ricchezza delle opere d'arti presente ma anche la necessità di farle conoscere ancor di più attraverso una nuova immagine.

La visita ha interessato il Museo etnografico, la pinacoteca donazione di Leonida Repaci, il Museo dello scultore Guerrisi, del Maestro Francesco Cilea , l'Antiquarium e la biblioteca.

Nel corso della visita l'assessore Lacquaniti ha sollecitato il soprintendente De Chirico sulla necessità di un'attenzione particolare da parte delle istituzioni regionali preposte alla tutela ed alla valorizzazione dei beni artistici della Casa della Cultura. «Quest'aspirazione ? ha proseguito Lacquaniti ? nasce dalla consapevolezza che i tesori artistici custoditi nella Casa della Cultura costituiscono un patrimonio di memorie che non appartengono solo a Palmi ed alla Piana ma anche alla Calabria ed all'Italia tutta . Ci riferiamo in modo particolare alla pinacoteca donazione dello scrittore Leonida Repaci che annovera opere di artisti italiani ed europei. Mentre il Museo Etnografico intitolato a Raffaele Corso costituisce un unicum conservando le testimonianze di una civiltà contadina e pastorale che ormai sono diventati introvabili e consentono di leggere comprendere i più reconditi aspetti di costumi, riti ed usanze ormai scomparsi. Questo ci ha indotto a invitare il soprintendente Fabio De Chirico ? ha concluso l'assessore ? che ringrazio per la grande sensibilità dimostrata, per avviare un proficuo rapporto di collaborazione e sinergia per raggiungere l'obiettivo di realizzare una nuova e più attuale fruizione dei beni che la Casa della Cultura di Palmi possiede».

FABIO DE CHIRICO(a sinistra) E L'ASSESSORE LACQUANITI

Da parte sua il soprintendente Fabio De Chirico, dopo aver visitato tutte le sezioni museali e la biblioteca, ha espresso la convinzione della necessità di avviare «un'azione concreta che realizzi un sistema moderno di fruizione, attraverso percorsi, cataloghi e tutti quegli strumenti utilizzabili attraverso l'impiego delle moderne tecnologie magari anche accedendo a finanziamenti europei».

Il soprintendente ha poi concluso rinviando ad uno specifico approfondimento per modulare una programmazione adeguata con la partecipazione anche di tutte le istituzioni competenti.

Una strategia, questa, che già ha consentito al soprintendente Fabio De Chirico di realizzare la pubblicazione di un prezioso vademecun dal titolo "Aperti al territorio" proprio per mettere a disposizione dei cittadini nuovi strumenti per favorire la conoscenza del patrimonio artistico.

L'amministrazione comunale guidata da Ennio Gaudio ha dedicato particolare attenzione al settore della cultura e in particolare allo stato in cui versava e versa la struttura della Casa della Cultura che ha bisogno di notevoli e impegnativi lavori di restauro. In precedenza, con finanziamenti regionali ereditati dalla precedente amministrazione Parisi, erano stati affrontati interventi relativi alla messa a norma e a carenze strutturali. Adesso, grazie ad un nuovo finanziamento ottenuto dalla Regione, la Casa della Cultura, che in questo periodo è meta di visitatori anche di fuori regione e di scolaresche. e di associazioni che apprezzano particolarmente le illustrazioni dei musei da parte del personale interno, sta per essere interessata da lavori di ristruttuttrazione interesseranno le copertura e le vetrate ed altri intereventi, per oltre 400 mila euro. Lavori che sono stati già appaltati ad un'impresa che a giorni dovrebbe avviare il cantiere.

 

                                                              GIUSEPPE MAZZU?

 


 

 

CARMELO TROPEA ESPONE A PALMI

 

 

E? nato e vive a Polistena.

Da sempre attratto dall?arte, ha frequentato le botteghe dei maestri, dai quali trae spunto per la sua opera.

Artista poliedrico, utilizza come mezzi espressivi la pittura ?olio su tela?, la cartapesta e l?argilla; la sua formazione è autodidatta.

Attualmente espone a Palmi, nei locali della ?Pro Loco?, con una mostra dal titolo ?I Giganti a cavallo, le opere di cartapesta e le tele/olio?,organizzata dal Consorzio di Pro Loco ?Costa Viola? e l?Associazione Turistica Pro Loco di Palmi, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria e la collaborazione del Comune di Palmi.

 

IN MARGINE

 

L?opera di Carmelo Tropea, nella sua variegata articolazione, si presenta come espressione di un?instancabile ricerca, avente come meta la rappresentazione d?incontaminate costellazioni costruttive.
Sia che adoperi la cartapesta, mediante i moduli appresi dalla sua diretta partecipazione alle costruzioni della superba tradizione leccese in materia, sia che, di più e più intensamente, si esprima attraverso la pittura, mai dimentico degli itinerari della nobile tradizione napoletana, da lui rilevati dagli assidui contatti con la produzione del grande Giuseppe Pesa, il nostro non finisce mai di suscitare ammirazione e consenso.

Allorché egli s?impegna a rappresentare esteticamente il reale mediante il parto della sua inesauribile fantasia, allora è tutto un universo d?immagini che prende forma, sempre concretamente riportato ad un endogeno e connaturato marchio culturale: dagli eccezionali ?Presepi?, di cui alcune statuine fanno spicco nel Museo Comunale della Città di Palmi (opportunamente sistemate accanto a quelle ottocentesche uscite dalle mani del polistenese Francesco Morani), ed altre che costituiscono l?orgoglio di varie collezioni private, ai ?Sette Nani?, alle multiformi figure, di gusto eminentemente apotropaico, cosi ricercate e fatte sfilare per le vie cittadine in occasione del Carnevale, alla rassegna tipologica di personaggi del corredo mitologico indigeno. Mediante tale complessa di spiegazione estetica, Tropea assembla ironia e pietas, paradossalità costruttiva e compiutezza stilistica, per cui i prodotti via usciti dalle sue magiche mani stanno a connotare l?adesione dell?artista ad una secolare civiltà purtroppo in via  di estensione. Un discorso a parte richiede la sua pittura, estrinsecantesi preferibilmente nel paesaggio mediterraneo dall?ampio respiro, colto sempre nel tripudio di sconvolgenti fenomenologie solari, il cui pronunciato riverbero da? luogo alle incredibili gradazioni del verde, così tipico della campagna calabra e che Tropea sa rappresentare sulla tela con abilissimo impasto cromatico.

Basterebbe solo questo a fare di lui un autentico artista del pennello, dato ed assodato che la rappresentazione pittorica del verde costituisce, in effetti, un vero e proprio banco di prova per chi si cimenta nella trasposizione di tale elemento naturale sulla tela. Ma il nostro può vantare altro a suo favore, rilevabile in tutte le opere paesaggistiche. Egli possiede, infatti, altre due abilità che ne completano la caratura, e cioè la poderosa coerenza segnica e l?assoluta padronanza della prospettiva, facoltà entrambe da rimandare ad una peregrina conoscenza del disegno e delle fondamentali regole che lo connotano, per cui, una volta esso realizzato sulla tela mediante rapidi tocchi di carboncino, offrono all?artista il proficuo terreno su cui riversare la piena delle proprie intenzionalità cromatiche. In un tale contesto vanno viste e valutate anche le sue prodigiose ?Nature Morte?, le quali non costituiscono una mera rappresentazione dell?oggettività ritratta, quanto piuttosto una provocante combinazione di espressione formale e complessità cromatica, la quale rimanda più che ad una sterile analogia del  prodotto rispetto alle cose ritratte, ad una vera e propria occasione utilizzata sapientemente dal Nostro per rivelare i suoi stati d?animo, sempre sintonici rispetto alla più generale concezione della vita e del destino dell?uomo. 

Un artista, quindi, vero e poliedrico, dal quale si attende l?offerta di sempre più conducenti contributi nei settori da lui praticati, e, conseguentemente, quelle occasioni utili alla catartica elevazione degli spiriti che solo le autentiche opere d?arte sono in grado di provocare.

                                                       

                                                      VINCENZO FUSCO 

 

                                                                  

I GIGANTI DI CARTAPESTA

I NANI

DOTTO


 

E?  nato a Polistena, dove vive e opera. E? un naturalista per eccellenza e in un?epoca in cui la natura viene così duramente attaccata e violentata dall?uomo, la pittura dell?artista di Polistena al di la? dei suoi contenuti prettamente artistici, che sono rilevanti, racchiude un messaggio ecologico di grande attualita? perche? e? un invito all?umanita? a voler riscoprire la natura e   ad amarla. Borghi e casolari di campagna, il corso di un ruscello, il vecchio focolare, le aie, gli uccelli, ma soprattutto i fiori e i frutti della terra,sono i soggetti   prediletti da Carmelo Tropea che li ritrae con un taglio decisamente classicheggiante, ma con una tecnica ed un?impostazione cromatica del tutto personali. Quello   che piu? colpisce nelle tele di Tropea e? l?uso corretto del colore, l?intensita? della luce, l?alone magico di cui sono invase tutte le tele. Chi si accosta alla produzione pittorica di Tropea si sente attratto dalle sue opere che esaltano la bellezza del creato ed evidenziano la sensibilita? dell?artista verso una natura che se salvaguardata, puo? ancora dare all?uomo  le sue infinite potenzialita?.

 

                                                                 MARIO SERGIO

                                                                                                                           

 

CIPOLLE - OLIO SU TELA

 

ZIMBATO'- OLIO SU TELA

 

L'ORO DI CALABRIA- OLIO SU TELA