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PALMI
SVOLTASI LA XVIII EDIZIONE DEL PREMIO DI GIORNALISMO ARTE E CULTURA “GIGI MALAFARINA”
Si è svolta presso la Casa della Cultura "Leonida Repaci" la XVIII edizione del Premio di giornalismo Arte e Cultura "Gigi Malafarina", una manifestazione che ha segnato un momento particolarmente significativo per il costante contributo culturale profuso dall'organizzazione coordinata dal prof. Consolato Squillace, presidente dall'Associazione culturale "I nuovi Vignaioli", che da anni, dopo averne promosso l'iniziativa la conduce instancabilmente.
I premi assegnati dal Gruppo di ricerca (composto oltre che da Consolato e Marco Squillace, da Giuseppe Neri, Giovanni Barone, Aldo Passalacqua, Nicola Antonio Chinè, Nunzio Lacquaniti, Santo Zimbone, Natale Caminiti, Lorenzo Fascì, Sante Squillace, Anna Stayano, Roberto Squillace) sono andati : all'avv. Nino Marazzita originario di Palmi ma residente a Roma, per la carriera forense; allo scrittore calabrese Pasquino Crupi di Bova Marina per la Cultura; per il servizio nel sociale a Nicola Oriente di Pellaro; per il giornalismo ad Anna Maria Terremoto di Cosenza; per l'impegno nel sociale a Natale Pace di Palmi; per l'impegno nella Formazione a Pasqualina Zaccheria di Galatro; per la valorizzazione del territorio aspromontano a Giuseppe Panzera di Reggio Calabria, personalità che si sono particolarmente distinte nel loro settore di attività nei vari campi della cultura e del sociale. La manifestazione ha visto la partecipazione degli alunni dell'Istituto Agrario e della Scuola d'Arte.
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ALCUNI PREMIATI |
I lavori sono stati avviati dal prof. Consolato Latella che ha introdotto la manifestazione ricordando la figura di Gigi Malafarina.
Sono seguiti gli interventi della studentessa Roberta Agostino e dello studente Gerome Magnoli, che hanno espresso le difficoltà che oggi i giovani trovano per il loro inserimento nella vita produttiva.
Sulle problematiche sono poi intervenuti il preside natale Caminiti di Campo Calabro, il dott. Giovanni Barone il dott. Pietro De Nisi che ha portato il saluto del prof. Bombino della Facoltà di Agraria dell'Università di Reggio Calabria e l'assessore comunale alla Cultura, Nunzio Lacquaniti. Alla manifestazione ha presenziato la figlia del giornalista, Maria Rosa Malafarina che, con commozione, ha ringraziato quanti si stanno adoperando per far rimanere vivo il ricordo e la conoscenza dell'opera anche di Gigi.
Poi è seguito un intermezzo musicale con il concerto, particolarmente applaudito, tenuto dall'orchestra di fiati degli alunni dell'Istituto Comprensivo "G.B. Marzano" di Laureana di Borrello, diretta dal maestro Maurizio Managò, che ha eseguito musiche da film.
Targhe speciali sono state consegnate all'Istituto Agrario di Palmi, all'Istituto statale d'Arte, ed all'istituto comprensivo G.B. Marzano di Laureana.
GIUSEPPE MAZZU’
NUOVE SCOPERTE SUL PIANORO DI TAUREANA
Ad appena un mese di distanza dall'avvio dei lavori sul pianoro di Taureana - nell'ambito del progetto di realizzazione del Parco archeologico di Taureana con fondi Apq dei Beni Culturali Regione Calabria destinati alla Soprintendenza ed alla Provincia di Reggio e finalizzati alla creazione del "Parco Archeologico di Tauriana" - sono già importanti le scoperte fatte. Queste sono destinate a dare una più precisa connotazione alle caratteristiche, dimensioni e rilevanza dell'antica città che, in età italica e romana, doveva il nome a quello della popolazione dei Tauriani iscritto nei bolli circolari che presentano numerosi mattoni che fanno parte dei resti degli edifici, anche di età più tarda, poiché riutilizzati come è avvenuto per quasi tutti i siti archeologici antichi che, nei millenni, divennero delle vere e proprie cave di materiali reimpiegati negli edifici di epoca successiva.
Le indagini in corso, sono condotte in diversi punti del pianoro. Un'area di scavo si trova sul terrazzo della Torre cinquecentesca dove, nuovi quartieri della città, stanno affiorando delineando l'esistenza di un ben ordinato reticolo stradale, al bordo del quale sorgevano edifici privati. Accanto, nei pressi della massiccia base del tempio romano, si sta procedendo allo scavo di una serie di ambienti che avevano restituito già un prezioso mosaico
In quest'area gli strati inferiori hanno già rivelato capanne di età del bronzo con materiali interessantissimi che inseriscono il sito nel più ampio scenario che comprende la Sicilia e le isole Eolie. Ma la novità destinata a portare una nuova luce sulle dimensioni e l'importanza della città che, nelle fonti antiche era definita municipium romano, sta affiorando nel settore centrale del futuro parco, nei pressi della strada basolata, anche essa delimitata da strutture abitative
. Lo scavo sta restituendo un edificio di forma semicircolare, dalle chiare caratteristiche di un edificio pubblico ma che già un secolo fa lo storico Antonio De Salvo, nella mappa allegata e commentata nel la sua pregevole ed attualissima opera "Metauria e Tauriana", aveva ipotizzato si trattasse di un anfiteatro o (come seconda ipotesi) quella di una cisterna adibita a bagno pubblico. Ma le strutture che stanno venendo alla luce fanno pensare ai resti di un teatro.
Sulla città di Tauriana e le sue grandiose rovine avevano parlato tutte le fonti antiche, ma anche nelle testimonianze degli studiosi di epoca successiva come il Barrio, Marafioti, Fiore, Grimaldi e molti altri ancora, per arrivare al De Salvo, che ebbe l'occasione di osservare quei luoghi ancora alla fine dell'Ottocento, disegnando una precisa mappa, le rovine facevano pensare ad un centro costiero di non poca importanza, sia politica che religiosa, confermata dal fatto che, fino al 950 d.C. quando fu distrutta, la città era importante sede vescovile.
Gli scavi sono coordinati dalla Soprintendenza di Reggio Calabria .
Il Parco di Taureana conferma che l'area archeologica rappresenta una risorsa preziosa per il territorio: infatti la sua collocazione a 100 metri in linea d'area dalla spiaggia di Pietre Nere potrebbe costituire un elemento importante per i l turismo locale, anche perché si va ad aggiungere all'area di San Fantino che, dopo le ultime recenti scoperte, fa intravedere la possibilità di nuove prospettive dal punto di vista dell'interesse archeologiche.
Il parco, quindi, si preannuncia già come un giacimento archeologico di grande importanza anche per l'intera Piana che già presenta altri due parchi archeologici di rilevanza notevole come quello della città magnogreca di Medma e dell'area greco, italica e romana di Oppido Mamertina.
GIUSEPPE MAZZU’
LAWRENCE FERLINGHETTI: 60 ANNI DI PITTURA
Al Museo di Roma in Trastevere dal 26 febbraio al 25 aprile 2010 e al Foyer del Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria dal 5 maggio al 1° luglio 2010 oltre 50 opere provenienti dallo studio di Lawrence Ferlinghetti a San Francisco
Ut pictura poesis afferma Orazio nell'Ars poetica indicando l’identità di mezzi espressivi posseduti da arte iconografica e poesia. Lawrence Ferlinghetti, artista oggi novantenne, sembra incarnare tale corrispondenza avendo fatto della contaminazione tra tecniche espressive il fulcro della propria arte espressiva. Autore di A Coney Island of the Mind, bestseller mondiale della poesia, fondatore della celebre casa editrice City Lights Bookstore che pubblicò i capolavori della beat generation, come quelli di Kerouac e Ginsberg, Ferlinghetti è soprattutto uno dei più importanti e significativi artisti ed intellettuali statunitensi. Nel 1998 è stato nominato Primo Poeta Laureato della Città di San Francisco e, recentemente, Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.
La retrospettiva di dipinti presso il Museo di Roma in Trastevere “Lawrence Ferlinghetti: 60 anni di pittura” dal 26 febbraio al 25 aprile 2010 ripercorre la carriera artistica di Ferlinghetti dalle prime prove tecniche fino alla piena maturazione artistica delle opere contemporanee. Un percorso creativo che affronta i temi sociali più importanti degli ultimi sessant’anni di storia: dall'emigrazione alla pena di morte, dall’intolleranza all’illusione, tradita, del sogno americano.
La mostra è frutto della collaborazione tra il Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali e il Comune di Reggio Calabria dove le opere saranno ospitate dal 5 maggio al 1 luglio 2010 presso il foyer del Teatro “Francesco Cilea” con il patrocinio dell'Ambasciata Americana e della Provincia di Roma con il sostegno dell’Accademia Americana a Roma. Nata da un’idea dell’Associazione Angoli Corsari di Reggio Calabria, la mostra è curata da Giada Diano, Elettra Carella Pignatelli e Elisa Polimeni. L’organizzazione è di Zètema Progetto Cultura e dell’Associazione "Angoli Corsari”, mentre il catalogo è di Silvana Editoriale.
Partendo dalla grande lezione pittorica del passato, attraverso l’espressionismo astratto di De Kooning e la contaminazione con la Transavanguardia italiana, l’attività pittorica di Ferlinghetti si è sviluppata in un contesto di grande spessore artistico e letterario, accompagnandosi ad altre esperienze culturali di editore, scrittore, poeta, attivista politico-sociale, critico e commediografo.
Le opere esposte – tutte provenienti dallo studio di Lawrence Ferlinghetti a San Francisco - rispecchiano, oltre alla grande versatilità tecnica dell’autore, una grande varietà di temi. Dagli argomenti politici e sociali e di critica alle ingiustizie della società moderna, alle opere a tema sentimentale, ispirate ad un fine lirismo pittorico, agli studi di nudo con la dolcezza delle figure femminili.
La sezione video proporrà un documentario inedito realizzato in esclusiva per la mostra da Elettra Carella Pignatelli con la regia di Christina Clausen. Un viaggio nell’universo pittorico e poetico di Lawrence Ferlinghetti attraverso i suoi racconti, il materiale dell’archivio di RAI TECHE e quello inedito dell’archivio di Rita Bottoms e di Antonio Bertoli.
A cura dell’Associazione Culturale di Cinisello Balsamo
OMAGGIO ALLO SCRITTORE FORTUNATO SEMINARA
Di Fortunato Seminara e della sua tematica narrativa si è parlato in Lombardia. Evento importante, perché ha consentito anche alle giovani generazioni del Nord Italia e, in particolare, agli studenti dell'ultimo anno del liceo classico, di venire a conoscenza dei temi che lo scrittore di Maropati ha affrontato nei suoi romanzi per porre all'attenzione nazionale i problemi e le condizioni di vita dei contadini calabresi. L'iniziativa è stata presa dall'Associazione culturale calabrese di Cinesello Balsamo e Nord Milano che, guidata dal presidente Pantaleone Paparo, ha voluto ricordare Fortunato Seminara nel 25esimo anniversario della sua scomparsa, prendendo spunto anche dalla recente pubblicazione dei suoi Diari. La manifestazione, rientrava nell'annuale manifestazione dicembrina "Personaggi illustri ed eventi storici della Calabria" che, quest'anno oltre che su Fortunato Seminara ha volto la sua attenzione su Bernardino Telesio, nel quinto centenario della nascita. Il convegno, al quale sono stati coinvolti gli studenti delle locali scuole superiori, ha avuto luogo nella splendida cornice della Sala degli Specchi di Villa Ghirlanda di Cinesello ed ha richiamato non solo gli "oriundi" calabresi, ma anche tutti i più qualificati esponenti del mondo culturale ed imprenditoriale della cintura nord di Milano. Di Fortunato Seminara ha parlato la prof.ssa Adriana Caterina Cordiano, presidente della Fondazione che da diversi anni opera a Maropati nel nome dello scrittore nell'intento di diffondere sempre più capillarmente la sua tematica. La prof.ssa Cordiano, parlando del suo concittadino scrittore, ha ricordato come Egli nei suoi scritti si rende interprete della classe contadina in lotta contro il vecchio mondo baronale per conquistare dignità, rispetto e diritti del proprio ruolo e lavoro. A tal proposito ha fatto precisi riferimenti alla tematica che Seminara affronta nella trilogia della terra, recentemente completata con la pubblicazione dell'inedito "Terra amara" in cui ricostruisce episodi politici e alcune lotte della classe contadina veramente accaduti a Galatro e dei quali lo scrittore è stato diretto testimone perché, all'epoca, era sindaco della cittadina termale. Il prof. Luigi Lombardi Satriani (componente il Comitato scientifico della "Fondazione") da parte sua, oltre ad essersi soffermato sull'uomo Seminara e sull'amicizia che lo legava alla sua famiglia, ha relazionato sui "Diari", ancora freschi di stampa (Pellegrini, CS), che forniscono "uno strumento prezioso" non solo per comprendere lo scrittore, la sua personalità e la sua opera ma soprattutto "per comprendere la società meridionale nella quale trascorse la maggior parte della sua esistenza". In effetti attraverso le pagine dei "Diari" si può meglio conoscere il vero mondo interiore dello scrittore da tutti considerato introverso e scontroso, ma si possono conoscere anche le sue amicizie, le sue frequentazioni con il mondo culturale calabrese e la sua stima o disistima per scrittori e poeti suoi contemporanei. A ricordo dell' incontro culturale, a Caterina Cordiano, è stata consegnata una targa-ricordo nella quale si legge: "L'Associazione Culturale calabrese di Cinesello Balsamo e Nord Milano, ringrazia la Fondazione Seminara per la partecipazione all'evento commemorativo di questo scrittore che ha saputo dare un'immagine della Calabria vessata e sottomessa da un sistema atavico di soprusi, ma mai vinta. Il suo mondo contadino è un esempio del riscatto che da sempre questa terra cerca di raggiungere per conquistare quella dignità che i luoghi comuni, le dissonanze e le contraddizioni tentano di distruggere".
UMBERTO DI STILO
POLISTENA
A CAUSA DEL MALTEMPO CROLLA UN TRATTO DELL’ANTICO ACQUEDOTTO, UN PEZZO DI STORIA DELLA CITTA’
Non dà tregua il maltempo. Burrasca per l'intera giornata di domenica e nel corso della nottata sul territorio comunale e nel circondario, con piogge abbondanti accompagnate da forti raffiche di vento che, ancora una volta, hanno inferto un duro colpo alla deficitaria situazione delle arterie sull'intero comprensorio. I nubifragi che dal dicembre scorso stanno imperversando sul Paese hanno particolarmente segnato diverse regioni, tra cui la nostra dove il territorio reggino - sia sulla fascia tirrenica che su quella ionica - appare profondamente devastato.
Un super lavoro, quindi, per i vigili del fuoco del locale distaccamento. In contrada Giuseppina, le abbondanti piogge del fine settimana hanno provocato il crollo di uno degli archi in pietra delle antiche condotte murarie per la canalizzazione dell'acqua, dove in passato sorgeva il convento dei Cappuccini. Per fortuna il crollo è avvenuto durante le ore notturne, in un momento in cui non transitava nessuno lungo la stradina che dal ponte San Rocco passa per il "Calvario".
Si tratta di un pezzo di storia della città legato ai retaggi architettonici del passato che, dopo il crollo, se non si interverrà con un restauro complessivo rischia di scomparire per sempre e la città perderà una delle testimonianze più pregevoli non solo della sua architettura industriale ma anche dell'ingegno dei suoi artigiani. L'arco crollato fa parte di una condotta sopraelevata che in epoca remotissima e sicuramente prima del "flagello" – il terremoto del 1783 che rase al suolo la cittadina – portava l'acqua dalle sorgenti d'alta quota alle pubbliche fontane del centro abitato.
In una nota, Letterio De Domenico, coordinatore del locale circolo di "Forza Italia verso il Popolo della Libertà", evidenzia come «il crollo di un tratto di uno degli acquedotti più antichi della Calabria» sarebbe avvenuto in quanto la condotta «invece di essere ristrutturata e mantenuta come patrimonio comunale, è abbandonata e trascurata». E aggiunge che «di questo passo, molto presto di tale opera non rimarrà più niente».
I vigili del fuoco, sempre nel corso della notte tra domenica e lunedì, hanno dovuto lavorare anche lungo le strade provinciali. Nel territorio del Comune di Anoia, lungo la strada 43, in direzione di Melicucco, la pioggia e il forte vento hanno provocato la caduta di due alberi di pino che hanno ostruito la carreggiata, richiedendone dunque la rimozione.
Sempre i vigili del fuoco e la polizia di Stato sono anche dovuti intervenire lungo la strada provinciale Cinquefrondi-Anoia, a causa del crollo di un muro di pietra che, in conseguenza di uno smottamento franoso, è andato a finire sulla carreggiata per fortuna non arrecando danni agli automobilisti in transito.
Danni per il maltempo anche a San Giorgio Morgeto, dove è crollata buona parte della sede stradale nei pressi di una curva sull'arteria che conduce in paese. Dopo i nuovi smottamenti franosi, una situazione di pericolo è venuta a crearsi lungo la Provinciale Polistena-Taurianova, nel tratto successivo alla curva Mirello.
ATTILIO SERGIO

UN NUOVO LIBRO DI GIOVANNI RUSSO

Itria - Odigitria- Costantinopoli
Il culto della Madonna dell'Itria a Polistena ed in Calabria- A cura del Centro Studi Polistenesi
E’ con immenso piacere che salutiamo l’uscita di un nuovo libro di Giovanni Russo( direttore della Biblioteca Comunale e del Museo Civico di Polistena), dedicato al culto della Madonna dell’Itria a Polistena ed in Calabria, la cui presentazione è stata inserita all’interno di ”Polistena Estate” organizzata dall’Amministrazione Comunale di Polistena unitamente a molte associazioni cittadine.
Il libro, edito dal Centro Studi Polistenesi cui il Presidente è Giovanni Russo, ha un’importanza storica di grande rilievo in quanto il culto verso la Madonna dell’Itria è radicato nel cuore dei polistenesi i quali, certamente,non esiteranno ad accogliere favorevolmente la pubblicazione.
L’appuntamento è fissato per la serata del 6 luglio 2007 nei locali della Chiesa del Santuario dedicato, appunto, alla Madonna dell’Itria.
Per adesso ci preme pubblicare la premessa redatta dall’Autore nella quale sono evidenziati, con semplicità e razionalità, “gli eventi descritti, alla luce di quanto si è potuto riesaminare, hanno l’obiettivo di formulare alcune essenziali ipotesi sul recupero della memoria collettiva relativamente alla presenza di un culto…”

POLISTENA- SANTUARIO DEDICATO ALLA MADONNA DELL'ITRIA
PREMESSA
Nel ripercorrere le vicende di un culto che, come si vedrà, è alquanto diffuso in buona parte dell'Italia Meridionale e, particolarmente in Calabria, abbiamo tentato di narrare, nel contempo, una pagina della cultura polistenese, aprendo una finestra su un aspetto affascinante, misterioso e ricco di immagini suggestive, attraverso la storia, l'arte, l'iconografia, il folklore e l'antropologia religiosa.
Gli eventi descritti, alla luce di quanto si è potuto riesaminare, hanno l'obiettivo di formulare alcune essenziali ipotesi sul recupero della memoria collettiva relativamente alla presenza di un culto, quello dell’Itria, che non è facile interpretare appieno, proprio per la difficoltà di reperire probanti e superstiti documenti, utili alla ricostruzione, per la storia di Polistena, di un'epoca (quella bizantina) difficile da circoscrivere.
Si tratta di documenti, di spigolature, di carteggi e rapporti che consentono una lettura nuova, diversa che sia ricerca e studio, individuazione e ricostruzione di vicende che hanno lasciato nel tempo, negli uomini e nelle cose, segni vistosi, dei quali non si può più negare la memoria.
Pur rimanendo incerte le origini della cittadina, è presumibile che il territorio sia stato abitato fin dai tempi preistorici, come dimostrano alcuni oggetti del periodo neolitico rinvenuti nella zona. Possiamo ipotizzare che essa, senza meno, fu una stazione di passaggio per i Locresi che dovevano raggiungere Medma (Rosarno) colonia da loro fondata. I ritrovamenti archeologici, tra cui una cuspide di lancia protostorica e i numerosi corredi funerari da tombe, evidenziano una frequentazione del territorio e fanno ipotizzare la presenza di un qualche agglomerato urbano, prima e dopo l'epoca della colonizzazione magno-greca. Anche l'età romana, poi, è attestata dalle importanti testimonianze affiorate nella contrada Villa, contrada molto propinqua all'abitato.
Nonostante l'esiguità di superstiti documenti cartacei anteriori a qualche decennio dopo il mille, si ipotizza che Polistena sia stata presente in età bizantina allorquando, nelle sue circonferenze, vennero a stanziarsi monaci basiliani che, tra l'altro, introdussero i culti di Santa Marina e della Madonna dell'Itria.
Quest'ultimo è tipicamente legato alla persecuzione iconoclastica e l'iconografìa della Madonna trasportata dai monaci basiliani si tramanda particolarmente in un'icone di gusto bizantineggiante che si conserva nella Chiesa della SS. Trinità.
Per rendere ancora più vivi ambienti, emozioni e vicende, oltre al tentativo di dare certezza alla narrazione, abbiamo pensato di arricchire il volume di alcune ristampe, testimonianze ormai rare, proprio per far parlare direttamente gli autori, Guarna Logoteta e Mons. Domenico Maria Valensise, onde farle risaltare in una prospettiva storica che inquadra, ritaglia e modifica molte cose sconosciute o malconosciute. Che dire del contributo dell'amico Gianfrancesco Solferino? Egli, con il suo solito forbito senso critico di storico dell'arte, ci ha regalato, da profondo conoscitore dello Scrivo, una pagina unica, densa, articolata, passionale sul gruppo statuario che, per lui, rappresenta il capolavoro dell'artista serrese.
Il nostro lavoro, nel suo complesso, più che a collezionare i fatti, mira a rendere intellegibile le vicende di questo culto, per prendere coscienza dei tesori di cui la tradizione, orale o scritta, è custode. Sono valori che, nella mera prospettiva di dissoluzione di ogni tradizione, di ogni identità, individuale o collettiva, sono da reinventare ogni giorno come memoria, come stimolo, come orgoglio.
Non è sempre facile comprendere il significato di un monumento, specialmente quando questo è straordinariamente ricco di storia e di arte ed, al contempo, denso di misteri ancora da svelare.
Al lettore spetta raccogliere tutte queste voci nel silenzio solenne dell'antica struttura, la cappella che, solo dal 1728, viene appellata con il titolo di S. Anna, che racchiude ed esprìme, nel suo silente linguaggio ed abbandono, tanta parte della stona di Polistena.
A noi rimane il compito di rivolgere un grato ringraziamento a tutti coloro che, in vari modi, hanno contribuito alla realizzazione del volume ed, in particolare, a Franco Arìllotta, Deputato di Stona Patria per la Calabria, per averci messo a disposizione una sua scheda su Carlo Guarna Logoteta, nonché: a Gian-francesco Solferino; agli amici D. Filippo Ramondino ed Antonio Trìpodi, dell'Archivio Storico Diocesano di Mileto; a mons. D. Pino Demasi e D. Franco Borgese, Parroci di Polistena; alla Dr.ssa Lia Domenica Baldissarro ed al personale tutto dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria e della Sezione di Palmi; e, dulcis in fundo, a Giovanni Quaranta, amico fraterno, senza il cui apporto, non solo informatico, il volume non avrebbe trovato una così rapida e gradevolissima impostazione.
G. R.
ALCUNE IMMAGINI TRATTI DAL LIBRO DI GIOVANNI RUSSO
Polistena. Chiesa SS. Trinità- Madonna dell'Itria , di Brunetto Aloi (1852)
Madonna dell'Itria di Natale Carta- Pala d'altare andata distrutta nell'incendio della Chiesa del 1988
Polistena-Chiesa della SS. Trinità-particolare della campana del 1610 con l'effigie della Madonna.
Nel corso del 1897, l'Arciconfraternita della SS. Trinità realizzò il conio di medaglie nel cui retro era effigiato, dentro un triangolo, il caratteristico occhio, simbolo della SS. Trinità ed in basso l'indicazione dell'anno 1897, mentre nel verso, oltre all'iscrizione: Maria SS. dell'Itria- Polistena, la raffigurazione della Madonna.
La statua della Madonna dell'Itria, opera dello scultore serrese Vincenzo Scrivo, venerata dai polistenesi
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